Strategia di crescita sostenibile: Piano triennale e vision al 2015

Il Piano di Sostenibilità di Gruppo integra, supporta, accompagna e protegge il raggiungimento dei target del Piano Industriale del Gruppo.

Il 9 novembre 2011 il top management di Pirelli ha presentato alla comunità finanziaria il Piano Industriale con visione al 2015 e aggiornamento dei target dal 2011-2013 al 2012-2014. Un piano ambizioso, di cui le strategie di sostenibilità costituiscono elemento essenziale.

Pirelli punta a diventare leader mondiale nel segmento Premium nel 2015, confermando la strategia di focalizzazione già delineata con il Piano Industriale presentato nel 2010.

Per il raggiungimento di tale obiettivo, Pirelli farà leva su un’ulteriore spinta nell’innovazione tecnologica che porterà ad un ampliamento senza precedenti della gamma di prodotto, capace di soddisfare sia le esigenze sempre più sofisticate dei mercati maturi come l’Europa, sia la nascente domanda Premium nei Paesi a rapido sviluppo.

Nel solo segmento Car è previsto il lancio di 18 prodotti, che nel 2015 porteranno la business unit ad avere il 57% delle vendite generate da nuovi progetti.

La Ricerca e Sviluppo di Pirelli, che continuerà a contare su un budget tra i più alti del comparto, si concentrerà in particolare su:

  • i materiali innovativi attraverso la ricerca nel campo dei polimeri, nei filler e nella chimica;
  • i materiali a basso impatto ambientale attraverso la ricerca nei biomateriali (silice di riso, gomma naturale da fonti alternative all’albero della gomma) e il riciclo.
  • una modellistica all’avanguardia che, attraverso le simulazioni, consentirà di ridurre ulteriormente il ‘time-to-market’ e migliorare la qualità dei progetti rendendoli più performanti e in linea con le esigenze più elevate;
  • lo sviluppo dei processi produttivi (come la nuova generazione del Mirs, processo robotizzato esclusivo di Pirelli, o l’estensione del processo Ptsm, che rappresenta l’evoluzione del sistema di mescole Ccm, Continuous Compound Mixing System);
  • l’elettronica nel pneumatico (come il microchip contenuto nel Cyber Tyre, che consente di leggere le diverse condizioni del fondo stradale inviando informazioni utili al veicolo).

Oltre al prodotto e alla tecnologia, Pirelli continuerà a ottimizzare l’assetto produttivo e la copertura geografica, con fabbriche sempre più nuove (nel Car entro il 2015 la capacità Premium sarà dislocata per il 64% in nuovi stabilimenti) e localizzate in Paesi con domanda in crescita e costi industriali favorevoli. In questo senso si inseriscono, tra gli altri, i progetti avviati in Russia (Car), Messico (Car), Argentina (Truck) e il nuovo stabilimento che nascerà in Indonesia (Moto).

La Business Unit Moto punta a consolidare la propria leadership nel segmento Premium, in particolare in Europa, confermando il ruolo di innovatore tecnologico e mantenendo elevati livelli di redditività.

La Business Unit Industrial punta ad avere una leadership guidata dalla tecnologia sui mercati chiave, con una focalizzazione sulle economie a rapido sviluppo.

La forza del brand, valutato 2,27 miliardi di euro, sosterrà anche iniziative innovative di marketing, destinate sia ai consumatori finali sia al trade, consentendo di segmentare, ampliare e fidelizzare la base dei clienti.

Grazie alla focalizzazione sul Premium, all’utilizzo della componente prezzo/mix, alla crescita del peso del segmento Consumer e del canale ricambio, più profittevoli e meno ciclici, Pirelli prevede al 2015 un aumento dei ricavi e della profittabilità. Il margine Ebit nel 2015 sarà superiore al 16%, quasi raddoppiato rispetto all’8,4% del 2010 e tra i migliori del comparto. La redditività aumenterà in tutte le regioni con un equilibrio fra mercati maturi e mercati emergenti. In tutte le regioni aumenterà l’incidenza del segmento Premium, e in particolare in Europa, oggi principale mercato Premium del mondo. In ques ta regione infatti, al 2015, l’80% dei ricavi Consumer proverrà da tale segmento.

La forte generazione di cassa prevista entro il 2015 (3,2 miliardi di euro contro 2,1 miliardi di euro del piano precedente) consentirà non solo di sostenere un piano di investimenti importante e in crescita (entro 2,4 miliardi di euro contro gli 1,9 miliardi di euro del piano precedente), ma anche di migliorare ulteriormente la già solida posizione finanziaria, riducendo il rapporto indebitamento/Ebitda a 0,4 nel 2015.

In un mercato dove si vedono segnali di rallentamento Pirelli ha inoltre predisposto un ‘contingency plan’ per garantirsi la flessibilità necessaria per gestire al meglio l’aggravarsi di congiunture negative.

Nel periodo 2012-14 Pirelli intensificherà ulteriormente il piano di sostenibilità ambientale, sociale ed economica già avviato nel 2010. Obiettivi principali del piano sono l’innovazione di processo e di prodotto orientate tanto alla sicurezza delle persone quanto alla salvaguardia dell’ambiente, l’estensione del Modello di gestione aziendale sostenibile Pirelli alle nuove realtà industriali che entreranno a far parte del Gruppo, l’impegno a trasformare l’educazione alla sicurezza stradale del cliente finale in una vera e propria “cultura della sicurezza”, la valorizzazione delle proprie persone oltre ad un forte investimento in formazione.

Nei processi produttivi Pirelli si impegna a utilizzare sistemi che porteranno entro il 2015 a ridurre del 70% il prelievo specifico di acqua, del 15% le emissioni specifiche di CO2 e del 15% il consumo specifico di energia rispetto al 2009. Nel 2011 tali valori sono stati già ridotti del 28% per quanto riguarda il prelievo specifico di acqua e dell’8% sia per energia che per CO2.

Circa i prodotti, il Gruppo punta ad intensificare nel prossimo triennio l’utilizzo di materie prime a basso impatto ambientale e a migliorare ulteriormente le caratteristiche di sicurezza ed ecosostenibilità degli pneumatici Green Performance, estendendone i benefici ai mercati LatAm, Cina, Usa e Messico.

Sul piano della responsabilità sociale, particolare attenzione è posta sulla sicurezza negli ambienti di lavoro attraverso piani di prevenzione e di formazione negli stabilimenti, con l’obiettivo sfidante di ridurre del 60% l’indice di frequenza infortuni (IF) rispetto ai valori 2009. Nel 2011 i primi effetti di tale piano sono già evidenti con una diminuzione dell’IF pari al 28% rispetto al 2010 e al 42% nel triennio 2009 -2011.

Inoltre etica, diversità, leadership, dialogo e welfare saranno al centro dei programmi di valorizzazione delle persone e in ottica di sviluppo delle attitudini e delle competenze individuali, a valle di un investimento formativo che punta a crescere raggiungendo nel 2015 una media di 7 giorni/uomo di formazione pro-capite (dai 6,2 del 2011). Continuerà l’attività di monitoraggio della sostenibilità sociale e ambientale della catena di fornitura, anche grazie a un nuovo e avanzato sistema di gestione.

Il Modello aziendale di gestione e sviluppo sostenibile sarà al centro dell’ integrazione delle nuove realtà produttive in Messico, Russia e Indonesia. Nell’ambito dei rapporti con le comunità locali e internazionali, si rafforzerà la cooperazione con le autorità governative e non governative per condividere iniziative finalizzate allo sviluppo della cultura della sostenibilità, in particolare riferita alla sicurezza stradale.

Piano di sostenibilità 2012-2014 - vision al 2015

Integra, supporta e protegge target e valori del gruppo

Piano di sostenibilità 2012-2014 - vision al 2015

Dall’integrazione tra il Piano Industriale e il Piano di Sostenibilità sono attesi consistenti benefici: da quelli intangibili di un’azienda employer of choice, con una brand equity in crescita, un’impresa affidabile per tutti i relativi portatori di interesse, a quelli tangibili che poggiano sul vantaggio competitivo e le vendite di prodotti rispettosi dell’ambiente, sul miglioramento nelle voci di costo e sul minore costo del capitale che può derivare da una gestione responsabile e attenta dei rischi.